Specchi riflessi

"Specchi riflessi" di Enzo Caiazzo, Ita 2012

 presentato in anteprima al Festival Visioni Italiane 2013,

 vincitore del Premio Arci Bologna per film che trattino tematiche legate all'esclusione sociale, alle migrazioni orologi replica, al diritto di cittadinanza:

 "per l'abilità nel mettere in scena personaggi non convenzionali sullo sfondo del difficile tema dell'integrazione sociale, e per la caratterizzazione dei ruoli minori e la cura dell'ambientazione."

 

 

Docufiction. Durata 28'. 

Regia: Vincenzo Caiazzo

Fotografia: Robin Brown

Sceneggiatura: Vincenzo Caiazzo, Paolo Spagnuolo, Luca Pascuccio, Domenico Balsamo.

 

 

La storia vede protagonista un ragazzo, Lubo, di origini ucraine fuggito dal suo paese per inseguire i suoi sogni di una vita migliore. Ospite di un’anziana signora, il giovane Lubo lavora come dipendente presso un autolavaggio, e conserva con cura tutti i suoi risparmi. Un legame sentimentale con una ragazza italiana susciterà violente reazioni razziste da parte  del “branco” tanto che alla fine sarà costretto, ancora una volta, a scappar via.

Protagonista principale, nelle vesti di Lubo, l’attore Domenico Balsamo, attore nelle fiction di successo “Salvo D’Acquisto”, “Ho sposato uno sbirro”, e attualmente impegnato nel cast della 3° serie di “Onore e rispetto” con l’avvenente Manuela Arcuri  e l’affascinante Gabriel  Garko.

Il film è stato girato in provincia di Napoli.

 

Note di regia

Specchi riflessi” è girato ad Afragola, in provincia di Napoli. Il punto di partenza è stata la necessità di descrivere il mondo del nuovo caporalato, che non schiavizza principalmente i clandestini di colore, ormai ben inseriti nel tessuto lavorativo, bensì gli extracomunitari provenienti dall’est, in particolare ucraini. La storia gira intorno alla figura di Lubo, il protagonista interpretato da Domenico Balsamo, unico attore del film. Partendo da una sceneggiatura non scritta, Domenico ha lavorato due settimane in un autolavaggio vero, seguito dalla macchina da presa, simulando la vita di un ragazzo ucraino, Lubo, che si ritrova schiavo di un datore di lavoro, schiavo della prigione che rinchiude i suoi sogni e schiavo del pregiudizio. Durante le riprese abbiamo creato delle ramificazioni narrative, spaziando nella vita di altri personaggi, cercando di dare maggiore respiro all’ambiente circostante e coralità al film. Lo stile acerbo e grezzo delle immagini rimanda ad una realtà purtroppo già vista, povera e degradata. Ma nonostante questo squallore, Lubo riesce ancora a sognare, perché i suoi occhi gli permettono di vedere ciò che gli altri non vedono, come colui che ha una semplice scatola tra le mani, e crede sia una scatola magica.

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